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Il bolo nervoso o isterico - come riconoscerlo

Dr. Francesco Caruso

6 lug 2025

Il #bolo #nervoso, noto anche come bolo #isterico o #globus pharyngeus, è una sensazione soggettiva molto comun

Il #bolo #nervoso, noto anche come bolo #isterico o #globus pharyngeus, è una sensazione soggettiva molto comune descritta come:

“Un #nodo alla gola”, “una #pallina che sale e scende”, “qualcosa che ostruisce la #gola” o “la sensazione di non riuscire a #deglutire bene”

Cause principali

Il bolo nervoso non è causato da un vero ostacolo meccanico o organico, ma da una alterazione funzionale, spesso su base ansiosa o psicosomatica. Le cause possono includere:

 1. #Ansia e #stress cronico – in particolare nei momenti in cui l’#emotività è accentuata.

 2. Disturbi somatoformi o da somatizzazione – dove un #disagio #psichico si manifesta tramite sintomi fisici.

 3. Disfunzioni del muscolo cricofaringeo – che controlla l’apertura dell’esofago.

 4. #Reflusso #gastroesofageo (GERD) – che può irritare la faringe e simulare la sensazione.

 5. Disturbi tiroidei lievi o compressioni cervicali minime – talvolta presenti, ma spesso sovradiagnosticati.

Caratteristiche cliniche

 • Il paziente non ha difficoltà reali nella deglutizione, anche se può avere l’impressione che un alimento o la saliva “rimangano su”.

 • La sensazione aumenta nei momenti di tensione emotiva.

 • Migliora spesso mangiando o bevendo.

 • Può durare da alcuni minuti a settimane o mesi, a seconda del contesto psichico.

 • Gli esami obiettivi (fibrolaringoscopia, gastroscopia, ecografia del collo) risultano normali.

Diagnosi differenziale

È importante escludere:

 • masse cervicali o mediastiniche

 • neoplasie faringo-laringee

 • malattie neuromuscolari (in caso di disfagia vera)

 • patologie tiroidee voluminose

Una visita specialistica ORL o gastroenterologica con esami base può essere indicata alla prima insorgenza per tranquillizzare il paziente.

Gestione

 1. Spiegazione e rassicurazione: sapere che il sintomo non è pericoloso è già terapeutico.

 2. Tecniche di rilassamento: esercizi di respirazione, meditazione, yoga.

 3. Trattamento dell’ansia: con terapia psicologica o, in alcuni casi, con farmaci ansiolitici o antidepressivi.

 4. Logopedia o terapia miofunzionale: nei casi persistenti.


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